ven 25 feb

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Spazio Franco

Totò e Vicè

operina musicata per ombre e voci di Franco Scaldati | con Rosario Palazzolo e Anton Giulio Pandolfo | e con la partecipazione di Egle Mazzamuto e Sabrina Petyx

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Totò e Vicè

Time & Location

25 feb, 21:15

Spazio Franco, Cantieri Culturali Alla Zisa, 90135 Palermo PA, Italia

About The Event

musicisti Maurizio Curcio e Pierpaolo Petta

da una progetto di Anton Giulio Pandolfo

musiche originali Maurizio Curcio

La Ballata di Totò e Vicè per fisarmonica sola Pierpaolo Petta

costumi Mario Dell’Oglio per DELL’OGLIO PALERMO 1890

movimenti di scena Totò Galati

disegno luci Gabriele Gugliara

datore luci Michele Ambrose

aiuto regia Peppe Macauda

adattamento, scena e regia Giuseppe Cutino

progetto Ass. Cult Energie Alter-native, Palermo

Produzione esecutiva ACTI Teatri Indipendenti, Torino

con il sostegno di Babel/Spazio Franco, Palermo – Compagnia dell’Arpa

progetto vincitore del Bando NUOVO IMAIE Sezione Teatro 2018\19

SINOSSI

Totò e Vicè sono due straordinari personaggi nati dalla penna di Franco Scaldati; nati e vissuti in un tempo altro, legati nell’anima da un’amicizia reciproca e assoluta, vivono di frammenti di sogni, sempre in bilico tra terra e cielo, in un tempo imprendibile, in una cittàdalla notte eterna, dove passato e futuro coincidono in un presente infinito; Totò e Vicè si alimentano l’un l’altro, perchésolo se sono in due, solo se sono loro due possono riuscire ad essere.

Testo poetico e commovente, offre innumerevoli spunti per riaffermare che il miraggio esiste; il miraggio di un teatro, il vero teatro, quello che ti toglie il fiato con un nulla; il teatro che non distingue tra i vivi e i morti; il teatro che ti sfugge di mano e ti insegna il mistero dell’amore.

Totò e Vicè sono creature senza tempo, sconcertate e sconfinate, che vagano tra memoria e sogno, in una notte magica. Si muovono come due nomadi, due che sono uno, che sono tutti, che sono il mondo, che sono nessuno. Perché Totò e Vicè siamo noi, con i nostri dubbi, le nostre incertezze, la nostra vita e le nostre morti. E mai come oggi questo testo si riafferma per la sua contemporaneitàe la sua necessità.

Totò e Vicè è il teatro che mette in scena quella umanitàche vive sempre in penombra ma sulla scena mostra l’insopportabile luce della felicità, che fa sembrare logora ed effimera la realtàche ti circonda. Una realtàche oggi piùche mai ha la necessita di riappropriarsi della spiritualitàdella morte.

In questo tempo empio, effimero, d’individualismo e competitività; in questo tempo pandemico pieno di solitudini divorate dalla paura e di morti fagocitate dall’isolamento; in questa epoca terribile e lancinante, questi reietti affermano il loro esistere attraverso l’altro; sono il confrontoche vive in una doppia identità, sovrapponibile e contraria, poetica e prosaica, ma che lascia respirare nello spazio la poesia surreale dei dialoghi; le domande dell’uno restano sospese, senza risposta, quasi in poeticissima attesa delle domande dell’altro e vivono senza sovrapporsi, senza elidersi reciprocamente dai piani della realtà, del sogno, della morte. Totò e Vicè sono il nostro tempo visto come attraverso gli occhi di un bambino; solo loro possono ancora farci scoprire vivi, solo loro possono indicarci la via per riappropriarci della nostra umanitàperduta.

È una ardua scommessa quella di volere reinventare il mondo e la poetica di Franco Scaldati, uno dei più grandi autori del 900; ma essere di Palermo, vivere in questa città così piena di contraddizioni e così vivifica per gli artisti, ci ha smosso dall’interno questa necessità. Con umiltàci accostiamo al Maestro per prenderne le distanze e riuscire, attraverso la nostra poetica e la costruzione delle Sue parole, ad unire mondi all’apparenza distanti ma i cui confini sono cosìlabili da potere essere varcati con un semplice soffio.

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